"Ormai anche la nostra civiltà ne è consapevole: sappiamo di essere mortali", così Paul Valéry
annunciava all’indomani della Prima Guerra Mondiale. E' probabile che queste parole
fossero riferite ad una sorta di possibile estinzione della civiltà occidentale, ma certamente la storia ci ha insegnato che ogni civiltà, nasce, si sviluppa e muore, per
poi trasmigrare e rifondare una nuova civiltà. In questo ciclo evolutivo, che la Guarnieri ama rappresentare con i suoi ingranaggi, hanno una funzione rilevante
gli uomini di ogni razza, ovvero i volti dei popoli che spesso hanno determinato il sorgere
delle diverse civiltà del pianeta. Oggi non sappiamo se la nostra civiltà è prossima alla sua fine, ma certamente, come diceva Valéry, anche la nostra civiltà, come ogni cosa in questo mondo, è mortale, ovvero muore per rinascere e trasformarsi. Rispetto all'eterno ciclo dell'universo, siamo tutti (mortali e inanimati) come farfalle, variegati nelle forme e colori, ma
tutti viviamo lo spazio di un battito d'ali. Questa è la magia del simbolismo
di Anna Maria che racchiude in una manciata di colori, un mondo cosmico.